"Sei felice?"
Quante volte ci viene fatta questa domanda? E quante volte diamo una risposta che non corrisponde alla realtà...La felicità, a mio avviso, è qualcosa di effimero e passeggero, che rappresenta solo degli sprazzi nella vita di ciascuno di noi. Si può raggiungere la felicità in tanti modi diversi: c'è chi si accontenta di un semplice sorriso e chi invece ha bisogno di beni materiali; chi solo guardando un tramonto si sente bene con se stesso e chi trova la felicità in un appartamento di lusso. Il concetto di fondo però non cambia: tutti ricerchiamo uno stato di benessere, prima con noi stessi e poi con il resto del mondo.
Io divido la felicità in due tipologie: quella che apprezzi con il tempo e che a volte riconosci solo quando ormai non c'è più, e quella che invece irrompe nella vita della gente come un temporale estivo, inaspettato e violento. Non sono in grado di dire quale sia la 'migliore', perché ciascuno di noi avrà le sue preferenze, ma quello che sono in grado di dire è che in qualunque modo questo sentimento ci venga a fare visita, ne vale la pena...
Personalmente in questo momento della mia vita non credo di poter dire di essere felice, perché non mi sento completa...Forse solo ora, dopo 3 settimane fuori casa me ne sto rendendo realmente conto, ma mi manca la mia famiglia. Seguire il tran tran che il lavoro mi porta tutti i giorni, aiuta a tenermi impegnata sia fisicamente che mentalmente, ma poi basta un niente per far uscire tutto quello che abilmente cerco di tenere dentro...e quindi ecco che nascono questi post, tra il triste e il riflessivo, perché alla fine di questo si tratta, di riflessioni...Vivere fuori casa non è una cosa semplice, e me ne rendo conto ogni giorno sempre di più; non dico di trovarmi male, ma non posso nemmeno dire che sia facile stare a tanti chilometri di distanza da quella che sino a poco tempo fa era il ''mio'' mondo. A volte mi ritrovo a chiedermi se ho fatto davvero la cosa giusta, ad abbandonare tutto per questa nuova esperienza...Ma subito dopo penso anche che prima o poi sarei dovuta andare via, e allora mi ripeto di essere forte, per me, ma soprattutto per la mia famiglia, che deve stare tranquilla, sapendo che io sto bene, e quindi butto di nuovo giù le lacrime, e vado avanti...
Tornando alla domanda iniziale, non credo ci sia molta gente che riuscirebbe a rispondere in maniera schietta e sincera; quando si tratta di parlare dei propri sentimenti, tutti tendiamo ad indossare una maschera di perfezione apparente che rispecchi quello che il mondo si aspetta da noi, mentre in realtà dietro all'immagine che diamo agli altri si cela molto spesso tristezza, insoddisfazione, un malessere generale...
E ora io lo chiedo a voi: siete felici?