Tuesday, April 9, 2019
Review del film: Queen of Katwe (2016)
Anno: 2016
Regia: Mira Nair
Durata: 2 ore ca.
Prodotto dalla: Walt Disney Pictures
Tratto dal libro "La Regina bambina" di Tim Crothers, è la storia (vera) di Phiona Mutesi, prodigio degli scacchi ugandese che ha ricevuto il titolo di Candidato Maestro FIDE Femminile per le sue prestazioni alle Olimpiadi degli scacchi nel 2012.
Phiona (interpretata dall'esordiente Madina Nalwanga) si avvicina intorno ai 9 anni, per caso, al mondo degli scacchi grazie alla figura del "coach" Robert Katende (il già apprezzato David Oyelowo), un ingegnere ugandese che proprio attraverso il gioco degli scacchi cercava di aiutare i ragazzini delle baracche come Phiona, ad aspirare ad un futuro migliore che non comprendesse vendere mais ai semafori e vivere senza un tetto sopra la testa. Phiona si appassiona sin da subito al gioco e ben presto mostra doti altamente superiori alla media, cosa che spinge il "coach" a far partecipare la ragazzina e il gruppo dei "Pioneers", i Pionieri, alla prima competizione nel 2008.
Il film segue da questo momento in poi il cammino dei "Pioneers" nel mondo degli scacchi, fatto di alti e bassi, di vittorie e di sconfitte, fino al 2011, anno in cui Phiona partecipa alla Rwabushenyi National Chess Championship, vincendola. L'anno dopo si presenta alle Olimpiadi degli Scacchi ad Istanbul, ricevendo appunto il titolo di Candidato Maestro FIDE Femminile.
Visto il trailer del film qualche anno fa, mentre ero alla ricerca di nuovi titoli, solo ieri l'ho finalmente visto per intero. Dopo tanto tempo mi ero naturalmente dimenticata di cosa trattasse, e quando poi i titoli di testa si sono aperti sull'internazionalmente noto castello Disney, il mio primo pensiero è stato 'Oh, l'ennesima storiella Disney', e invece...
Premetto di essere arrivata sino alla fine del film senza sapere se si trattasse effettivamente di una storia inventata o meno, ma già dopo pochi minuti mi sono resa conto che non avesse proprio nulla a che fare con le storie di fantasia della Disney! Non sono né una giocatrice né un'appassionata di scacchi, e ammetto che quando ho intuito che questo sarebbe stato uno degli argomenti principali ho pensato 'sarà un film noioso', e invece...
Il film mi ha preso sin dall'inizio, proprio perché tratta un tema non convenzionale, è un qualcosa che non ti aspetti; è uno di quei film 'puliti', dove non servono violenza e parolacce per trasmettere un messaggio, ma dove i visi dei protagonisti, i colori e (paradossalmente) le pedine degli scacchi comunicano tanto e fanno scendere qualche lacrimuccia (di gioia). La regia di Mira Nair è stata attenta e perfetta non facendo pesare affatto la durata di 2 ore, e gli attori altrettanto perfetti, facendoti affezionare a ciascun personaggio, e facendoti immedesimare nei loro stati d'animo. Anche se ovviamente i protagonisti sono stati tutti i membri del cast, i nomi che spiccano sul cartellone sono quelli di Madina Nalwanga, esordiente ragazzina che con il suo sorriso conquista dall'inizio, David Oyelowo, "coach" paterno e determinato, e di Lupita Nyong'o, vincitrice del Premio Oscar per 12 Anni Schiavo, qui madre vedova che pur non parlando molto, rappresenta uno dei cammei del film.
Ultima nota di apprezzamento personale che mi piace sempre nei film biografici o comunque ispirati a fatti reali: in coda al film compaiono i personaggi 'veri', il che mi fa sempre 'sentire più vicina' alla storia.
Se lo consiglio? Assolutamente.
Ps. SPOILER: Finisce bene 😉
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