Spice and chats under a blanket!
Tuesday, April 9, 2019
Review del film: Queen of Katwe (2016)
Anno: 2016
Regia: Mira Nair
Durata: 2 ore ca.
Prodotto dalla: Walt Disney Pictures
Tratto dal libro "La Regina bambina" di Tim Crothers, è la storia (vera) di Phiona Mutesi, prodigio degli scacchi ugandese che ha ricevuto il titolo di Candidato Maestro FIDE Femminile per le sue prestazioni alle Olimpiadi degli scacchi nel 2012.
Phiona (interpretata dall'esordiente Madina Nalwanga) si avvicina intorno ai 9 anni, per caso, al mondo degli scacchi grazie alla figura del "coach" Robert Katende (il già apprezzato David Oyelowo), un ingegnere ugandese che proprio attraverso il gioco degli scacchi cercava di aiutare i ragazzini delle baracche come Phiona, ad aspirare ad un futuro migliore che non comprendesse vendere mais ai semafori e vivere senza un tetto sopra la testa. Phiona si appassiona sin da subito al gioco e ben presto mostra doti altamente superiori alla media, cosa che spinge il "coach" a far partecipare la ragazzina e il gruppo dei "Pioneers", i Pionieri, alla prima competizione nel 2008.
Il film segue da questo momento in poi il cammino dei "Pioneers" nel mondo degli scacchi, fatto di alti e bassi, di vittorie e di sconfitte, fino al 2011, anno in cui Phiona partecipa alla Rwabushenyi National Chess Championship, vincendola. L'anno dopo si presenta alle Olimpiadi degli Scacchi ad Istanbul, ricevendo appunto il titolo di Candidato Maestro FIDE Femminile.
Visto il trailer del film qualche anno fa, mentre ero alla ricerca di nuovi titoli, solo ieri l'ho finalmente visto per intero. Dopo tanto tempo mi ero naturalmente dimenticata di cosa trattasse, e quando poi i titoli di testa si sono aperti sull'internazionalmente noto castello Disney, il mio primo pensiero è stato 'Oh, l'ennesima storiella Disney', e invece...
Premetto di essere arrivata sino alla fine del film senza sapere se si trattasse effettivamente di una storia inventata o meno, ma già dopo pochi minuti mi sono resa conto che non avesse proprio nulla a che fare con le storie di fantasia della Disney! Non sono né una giocatrice né un'appassionata di scacchi, e ammetto che quando ho intuito che questo sarebbe stato uno degli argomenti principali ho pensato 'sarà un film noioso', e invece...
Il film mi ha preso sin dall'inizio, proprio perché tratta un tema non convenzionale, è un qualcosa che non ti aspetti; è uno di quei film 'puliti', dove non servono violenza e parolacce per trasmettere un messaggio, ma dove i visi dei protagonisti, i colori e (paradossalmente) le pedine degli scacchi comunicano tanto e fanno scendere qualche lacrimuccia (di gioia). La regia di Mira Nair è stata attenta e perfetta non facendo pesare affatto la durata di 2 ore, e gli attori altrettanto perfetti, facendoti affezionare a ciascun personaggio, e facendoti immedesimare nei loro stati d'animo. Anche se ovviamente i protagonisti sono stati tutti i membri del cast, i nomi che spiccano sul cartellone sono quelli di Madina Nalwanga, esordiente ragazzina che con il suo sorriso conquista dall'inizio, David Oyelowo, "coach" paterno e determinato, e di Lupita Nyong'o, vincitrice del Premio Oscar per 12 Anni Schiavo, qui madre vedova che pur non parlando molto, rappresenta uno dei cammei del film.
Ultima nota di apprezzamento personale che mi piace sempre nei film biografici o comunque ispirati a fatti reali: in coda al film compaiono i personaggi 'veri', il che mi fa sempre 'sentire più vicina' alla storia.
Se lo consiglio? Assolutamente.
Ps. SPOILER: Finisce bene 😉
Thursday, May 17, 2018
Libere di scegliere...
Sono finalmente tornata sul blog!! *applausi
Che bella sensazione!! 😍
Se vi state chiedendo in quale oscuro buco nero io sia stata risucchiata tutto questo tempo, non è questo il post in cui ve lo spiego, perché ho qualcosa di più importante di cui voglio parlarvi oggi!
Qualche giorno fa sono andata alla ricerca di un test di gravidanza (non sono incinta, se è quello che state pensando), e abituata che in Italia si trovano facilmente in qualunque supermercato (mi trovo in Spagna di nuovo, nda), sono andata quasi a colpo sicuro in uno dei supermercati della zona, per rimanere invece molto delusa nello scoprire che i test di gravidanza si vendono solo ed esclusivamente nelle farmacie. Ovviamente ho attaccato bottone con la signorina del supermercato a tal proposito, e sono rimasta piacevolmente stupita nel trovare una ragazza simpatica e molto comprensiva, oltre che d'accordo con me, quando è -inevitabilmente- venuto fuori il discorso 'aborto'.
Situazione praticamente identica in farmacia, dove la farmacista è stata molto disponibile e non mi ha fatto sentire affatto giudicata quando è venuto di nuovo fuori il tema tanto scottante dell'aborto. Tornata a casa mi sono venute diverse considerazioni riguardo questa 'esperienza'.
*Disclaimer* 1) Naturalmente il paese di riferimento che ho io è l'Italia, e quello di confronto la Spagna, per cui parlo sulla base di ciò che ho sentito e visto in questi due paesi;
2) Io sono a favorissimo dell'aborto, ma rispetto pienamente chi non la pensa come me, quindi per favore non siate un branco di leoni se non la pensate come me *Fine disclaimer*
Viviamo in una società che tanto professa la libertà di ognuno di fare della propria vita ciò che vuole, di prendere delle decisioni autonome etc, eppure nel momento in cui uno esce fuori dal coro viene immediatamente aggredito e accusato di essere 'anormale'.
Io sono una ragazza come tante, ho due gambe e due braccia, ho le mie idee, le mie aspirazioni...eppure ho un ''problema'': non voglio sposarmi e non voglio avere figli, e questo fa di me una ragazza 'anormale', con 'problemi'. Agli occhi della società rappresento un problema (non si sa però bene per chi), perché non voglio le stesse cose che una ragazza media vuole (o crede di volere).
Fin da quando siamo piccole veniamo bombardate da pubblicità, giocattoli, cartoni animati (Disney, te possino...!!) e favole che mandano tutti un unico messaggio: sposati e figli!! *sparge margherite...e come direbbe una grande..."Really, Queen?!?" (cit.)
Ovviamente da piccole non ci facciamo caso al lavaggio del cervello a cui siamo sottoposte, e magari ci piace pure giocare a creare la famiglia perfetta con Barbie, Ken e Shelly, o a sognare che un principe come Eric de La Sirenetta appaia nelle nostre vite e ci porti nel suo castello a pettinarci i capelli con una forchetta, ma poi crescendo maturiamo delle nostre idee, che magari non hanno nulla a che vedere con principi e castelli, ma più con un buon lavoro e un passaporto sempre in borsa! E con questo non sto dicendo che le due cose non siano conciliabili, dico solo che non è così tanto automatico che cresciamo tutte omologate.
Quando dico a qualcuno come la penso, leggo immediatamente nei suoi occhi uno sguardo di preoccupazione seguito dalla classica frase: "Ma perché?" Una volta spiegate le mie ragioni è il turno poi delle altrettanto classiche:
1) "ah, ma perché ancora non hai trovato la persona giusta. Quando la troverai, vedrai..."
- cosa devo vedere, quanto sei idiota tu?! Questo lo vedo già adesso!
2) "quando sono figli tuoi è tutta un'altra cosa, te ne accorgerai..."
3) "eh, ma un figlio di completa la vita!"
- ma che sono, un puzzle??
4) "anch'io dicevo così, e invece ora sono sposata e ho 3 figli! Nella vita si cambia..."
- per rimanere idioti a quanto pare no...
...e la lista potrebbe continuare ancora per molto, ma sono buona e ve la risparmio.
Ma non ho capito, chi nasce femmina firma forse un contratto che le impone di doversi sposare e sfornare figli?!? No, perché se è così vado da un avvocato tempo zero!! Però poi mi vengono a dire che viviamo in una società libera...sssè, il par de p..le na società libera, che appena sente che una vuole vivere la sua vita in santa pace senza marmocchi vuole internarla in un centro psichiatrico perché 'ha un problema'! Ma il problema semmai lo avrete voi!! Dove sta scritto che io per 'sentirmi realizzata' debba necessariamente avere un figlio e un marito? Perché, non posso esserlo ugualmente magari con un cane e un gatto in una bella casa, e con un lavoro ben pagato? Visto che purtroppo la libertà di scelta è alquanto ridotta, potrò almeno decidere io della mia vita privata?!
Per non parlare poi di quando una decide di abortire, sia la ragione che sia. In Italia apriti cielo,diventa un caso di stato e manca poco che mandino Bruno Vespa a casa della donna in questione con tanto di poltroncine, plastico e la musica di Via col Vento in sottofondo ad intervistarla. In Spagna invece è passata la legge che permette a qualunque donna di abortire - entro le 14 settimane - nella struttura pubblica GRATIS, con il Servizio Sanitario Nazionale. No, non è una battuta.
Non sarebbe meglio - o magari più logico - che questa possibilità venisse data anche nel nostro paese, invece che costringere le ragazze ad andare in cliniche private tutt'altro che economiche o a rivolgersi a strutture dalle condizioni igienico-sanitarie alquanto dubbie mettendo così a rischio anche la propria vita?
Bene, credo che questo post sia lungo abbastanza, ma volevo condividere con voi le mie riflessioni perché sono dei temi che mi stanno un po' a cuore e che mi fanno innervosire alquanto quando si riduce tutto a due soli colori: bianco o nero....50 sfumature di grigio non vi ha insegnato niente...?? *ammicc
A parte tutto, grazie per essere arrivati fino a qui e per avermi letto. So che la maggior parte delle persone non la pensa come me, ma poco m'importa, non cerco condivisione, avevo solo bisogno di sfogarmi un po'...
Alla prossima!! ^^
Nutmeg
Ps. Siate sempre libere/i di scegliere...
Che bella sensazione!! 😍
Se vi state chiedendo in quale oscuro buco nero io sia stata risucchiata tutto questo tempo, non è questo il post in cui ve lo spiego, perché ho qualcosa di più importante di cui voglio parlarvi oggi!
Qualche giorno fa sono andata alla ricerca di un test di gravidanza (non sono incinta, se è quello che state pensando), e abituata che in Italia si trovano facilmente in qualunque supermercato (mi trovo in Spagna di nuovo, nda), sono andata quasi a colpo sicuro in uno dei supermercati della zona, per rimanere invece molto delusa nello scoprire che i test di gravidanza si vendono solo ed esclusivamente nelle farmacie. Ovviamente ho attaccato bottone con la signorina del supermercato a tal proposito, e sono rimasta piacevolmente stupita nel trovare una ragazza simpatica e molto comprensiva, oltre che d'accordo con me, quando è -inevitabilmente- venuto fuori il discorso 'aborto'.
Situazione praticamente identica in farmacia, dove la farmacista è stata molto disponibile e non mi ha fatto sentire affatto giudicata quando è venuto di nuovo fuori il tema tanto scottante dell'aborto. Tornata a casa mi sono venute diverse considerazioni riguardo questa 'esperienza'.
*Disclaimer* 1) Naturalmente il paese di riferimento che ho io è l'Italia, e quello di confronto la Spagna, per cui parlo sulla base di ciò che ho sentito e visto in questi due paesi;
2) Io sono a favorissimo dell'aborto, ma rispetto pienamente chi non la pensa come me, quindi per favore non siate un branco di leoni se non la pensate come me *Fine disclaimer*
Viviamo in una società che tanto professa la libertà di ognuno di fare della propria vita ciò che vuole, di prendere delle decisioni autonome etc, eppure nel momento in cui uno esce fuori dal coro viene immediatamente aggredito e accusato di essere 'anormale'.
Io sono una ragazza come tante, ho due gambe e due braccia, ho le mie idee, le mie aspirazioni...eppure ho un ''problema'': non voglio sposarmi e non voglio avere figli, e questo fa di me una ragazza 'anormale', con 'problemi'. Agli occhi della società rappresento un problema (non si sa però bene per chi), perché non voglio le stesse cose che una ragazza media vuole (o crede di volere).
Fin da quando siamo piccole veniamo bombardate da pubblicità, giocattoli, cartoni animati (Disney, te possino...!!) e favole che mandano tutti un unico messaggio: sposati e figli!! *sparge margherite...e come direbbe una grande..."Really, Queen?!?" (cit.)
Ovviamente da piccole non ci facciamo caso al lavaggio del cervello a cui siamo sottoposte, e magari ci piace pure giocare a creare la famiglia perfetta con Barbie, Ken e Shelly, o a sognare che un principe come Eric de La Sirenetta appaia nelle nostre vite e ci porti nel suo castello a pettinarci i capelli con una forchetta, ma poi crescendo maturiamo delle nostre idee, che magari non hanno nulla a che vedere con principi e castelli, ma più con un buon lavoro e un passaporto sempre in borsa! E con questo non sto dicendo che le due cose non siano conciliabili, dico solo che non è così tanto automatico che cresciamo tutte omologate.
Quando dico a qualcuno come la penso, leggo immediatamente nei suoi occhi uno sguardo di preoccupazione seguito dalla classica frase: "Ma perché?" Una volta spiegate le mie ragioni è il turno poi delle altrettanto classiche:
1) "ah, ma perché ancora non hai trovato la persona giusta. Quando la troverai, vedrai..."
- cosa devo vedere, quanto sei idiota tu?! Questo lo vedo già adesso!
2) "quando sono figli tuoi è tutta un'altra cosa, te ne accorgerai..."
3) "eh, ma un figlio di completa la vita!"
- ma che sono, un puzzle??
4) "anch'io dicevo così, e invece ora sono sposata e ho 3 figli! Nella vita si cambia..."
- per rimanere idioti a quanto pare no...
...e la lista potrebbe continuare ancora per molto, ma sono buona e ve la risparmio.
Ma non ho capito, chi nasce femmina firma forse un contratto che le impone di doversi sposare e sfornare figli?!? No, perché se è così vado da un avvocato tempo zero!! Però poi mi vengono a dire che viviamo in una società libera...sssè, il par de p..le na società libera, che appena sente che una vuole vivere la sua vita in santa pace senza marmocchi vuole internarla in un centro psichiatrico perché 'ha un problema'! Ma il problema semmai lo avrete voi!! Dove sta scritto che io per 'sentirmi realizzata' debba necessariamente avere un figlio e un marito? Perché, non posso esserlo ugualmente magari con un cane e un gatto in una bella casa, e con un lavoro ben pagato? Visto che purtroppo la libertà di scelta è alquanto ridotta, potrò almeno decidere io della mia vita privata?!
Per non parlare poi di quando una decide di abortire, sia la ragione che sia. In Italia apriti cielo,diventa un caso di stato e manca poco che mandino Bruno Vespa a casa della donna in questione con tanto di poltroncine, plastico e la musica di Via col Vento in sottofondo ad intervistarla. In Spagna invece è passata la legge che permette a qualunque donna di abortire - entro le 14 settimane - nella struttura pubblica GRATIS, con il Servizio Sanitario Nazionale. No, non è una battuta.
Non sarebbe meglio - o magari più logico - che questa possibilità venisse data anche nel nostro paese, invece che costringere le ragazze ad andare in cliniche private tutt'altro che economiche o a rivolgersi a strutture dalle condizioni igienico-sanitarie alquanto dubbie mettendo così a rischio anche la propria vita?
Bene, credo che questo post sia lungo abbastanza, ma volevo condividere con voi le mie riflessioni perché sono dei temi che mi stanno un po' a cuore e che mi fanno innervosire alquanto quando si riduce tutto a due soli colori: bianco o nero....50 sfumature di grigio non vi ha insegnato niente...?? *ammicc
A parte tutto, grazie per essere arrivati fino a qui e per avermi letto. So che la maggior parte delle persone non la pensa come me, ma poco m'importa, non cerco condivisione, avevo solo bisogno di sfogarmi un po'...
Alla prossima!! ^^
Nutmeg
Ps. Siate sempre libere/i di scegliere...
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Monday, September 25, 2017
Speranza...
...e rieccoci qui, dopo un periodo di luunga assenza!
Inutile stare a spiegare le ragioni della mia assenza, perché sono state tante, ma adesso sono tornata, e spero di riuscire ad essere più presente! :)
Il post di oggi lo voglio dedicare a quello che secondo me è il motore di quasi tutte le vite umane: la Speranza. Ebbene si, è la speranza che ci muove, sia essa per un nuovo lavoro; una nuova relazione sentimentale; un cambio di vita; alla base c'è comunque sempre lei, la Speranza. Spesso forse non ne siamo coscienti, ma gran parte delle azioni che compiamo quotidianamente sono mosse da un desiderio di fare buona impressione su qualcuno (che sia il nostro capo al lavoro, i nostri genitori, le nostre amiche o il ragazz@ di turno); di raggiungere un obiettivo; di realizzare un sogno...
Quante volte abbiamo intrapreso un viaggio che magari poteva farci paura solo perché in fondo speravamo che ci potesse riservare qualche sorpresa; quante volte abbiamo improvvisamente trovato il coraggio di dichiararci alla persona che ci piaceva, o di mandare 'quel famoso messaggio', solo perché "chissà...!"...Ecco, sotto quel "chissà" non si nascondeva altro che la speranza che quel gesto potesse in qualche modo realizzare un nostro desiderio! Quanti viaggi si iniziano, quante decisioni si prendono, quante scelte si compiono in nome della Speranza...
Avete mai pensato al detto "La speranza è l'ultima a morire!"? Pensateci bene, in fondo è vero, perché anche se stiamo attraversando il periodo più nero, anche se siamo ormai scoraggiati e rassegnati al fatto che la fortuna abbia preso un'altra strada, in un angolino del nostro cuore c'è sempre una debole fiammella di speranza, che razionalmente proviamo a spegnere o di cui neghiamo l'esistenza...ma lei è lì. Personalmente ho preso molte decisioni nella mia vita mossa dalla speranza di un "...e se? Chissà...", e devo dire che non sono state molte le volte in cui la mia speranza si è effettivamente realizzata, anzi!!? Eppure se mi fermo a riflettere un attimo, nonostante i ''fallimenti'' che ho accumulato anno dopo anno (e credetemi, so' tanti!!), posso dire di continuare a prendere (più o meno coscientemente!) decisioni sulla base di quella fioca vocina che ogni tanto fa capolino dentro di me e mi dice: "spera!"
Certo, ad ogni fallimento è sempre più dura ricominciare a sperare che qualcosa di bello possa verificarsi, o che il nostro sogno più o meno segreto si realizzi, ma ho scoperto che la Speranza non la puoi controllare, è più forte di qualsiasi sconfitta. Avete presente l'acqua, che riesce ad arrivare dove vuole anche se deve infiltrarsi nelle fessure più sottili e scavare pazientemente nei muri più spessi? Ecco, io mi immagino così la speranza, cocciuta e testarda, ma che alla fine riesce sempre!
Naturalmente a volte ci mette un po' di più, ma alla fine ti ritrovi senza nemmeno essertene reso conto a rialzarti e a vivere, mosso di nuovo da quella fiammella che credevi ormai spenta da tempo.
Lungo il cammino incontreremo tante persone che vorranno farci perdere la speranza, per i più svariati motivi: cattiveria, invidia, stupidità...e quindi mi rivolgo a te, sì proprio a te che in questo momento stai sorridendo perché sai che sto parlando di te: non farti mai abbattere da queste persone!! Credi in te stess@ e nei tuoi sogni, e se pensi che quella sia la tua strada allora continua, anche se gli altri ti diranno il contrario. I momenti bui li passiamo tutti (credimi.), ma se hai un sogno, inseguilo, fatti guidare dalla speranza, così poi quando sarai arrivato dove volevi; quando avrai realizzato il tuo sogno, potrai girarti indietro a guardare quelli che ti dicevano che non eri capace; che era un sogno inutile e irraggiungibile, e sfoggiando il tuo sorriso migliore potrai rispondere "Io ce l'ho fatta!".
Non smettete mai di sperare.
Inutile stare a spiegare le ragioni della mia assenza, perché sono state tante, ma adesso sono tornata, e spero di riuscire ad essere più presente! :)
Il post di oggi lo voglio dedicare a quello che secondo me è il motore di quasi tutte le vite umane: la Speranza. Ebbene si, è la speranza che ci muove, sia essa per un nuovo lavoro; una nuova relazione sentimentale; un cambio di vita; alla base c'è comunque sempre lei, la Speranza. Spesso forse non ne siamo coscienti, ma gran parte delle azioni che compiamo quotidianamente sono mosse da un desiderio di fare buona impressione su qualcuno (che sia il nostro capo al lavoro, i nostri genitori, le nostre amiche o il ragazz@ di turno); di raggiungere un obiettivo; di realizzare un sogno...
Quante volte abbiamo intrapreso un viaggio che magari poteva farci paura solo perché in fondo speravamo che ci potesse riservare qualche sorpresa; quante volte abbiamo improvvisamente trovato il coraggio di dichiararci alla persona che ci piaceva, o di mandare 'quel famoso messaggio', solo perché "chissà...!"...Ecco, sotto quel "chissà" non si nascondeva altro che la speranza che quel gesto potesse in qualche modo realizzare un nostro desiderio! Quanti viaggi si iniziano, quante decisioni si prendono, quante scelte si compiono in nome della Speranza...
Avete mai pensato al detto "La speranza è l'ultima a morire!"? Pensateci bene, in fondo è vero, perché anche se stiamo attraversando il periodo più nero, anche se siamo ormai scoraggiati e rassegnati al fatto che la fortuna abbia preso un'altra strada, in un angolino del nostro cuore c'è sempre una debole fiammella di speranza, che razionalmente proviamo a spegnere o di cui neghiamo l'esistenza...ma lei è lì. Personalmente ho preso molte decisioni nella mia vita mossa dalla speranza di un "...e se? Chissà...", e devo dire che non sono state molte le volte in cui la mia speranza si è effettivamente realizzata, anzi!!? Eppure se mi fermo a riflettere un attimo, nonostante i ''fallimenti'' che ho accumulato anno dopo anno (e credetemi, so' tanti!!), posso dire di continuare a prendere (più o meno coscientemente!) decisioni sulla base di quella fioca vocina che ogni tanto fa capolino dentro di me e mi dice: "spera!"
Certo, ad ogni fallimento è sempre più dura ricominciare a sperare che qualcosa di bello possa verificarsi, o che il nostro sogno più o meno segreto si realizzi, ma ho scoperto che la Speranza non la puoi controllare, è più forte di qualsiasi sconfitta. Avete presente l'acqua, che riesce ad arrivare dove vuole anche se deve infiltrarsi nelle fessure più sottili e scavare pazientemente nei muri più spessi? Ecco, io mi immagino così la speranza, cocciuta e testarda, ma che alla fine riesce sempre!
Naturalmente a volte ci mette un po' di più, ma alla fine ti ritrovi senza nemmeno essertene reso conto a rialzarti e a vivere, mosso di nuovo da quella fiammella che credevi ormai spenta da tempo.
Lungo il cammino incontreremo tante persone che vorranno farci perdere la speranza, per i più svariati motivi: cattiveria, invidia, stupidità...e quindi mi rivolgo a te, sì proprio a te che in questo momento stai sorridendo perché sai che sto parlando di te: non farti mai abbattere da queste persone!! Credi in te stess@ e nei tuoi sogni, e se pensi che quella sia la tua strada allora continua, anche se gli altri ti diranno il contrario. I momenti bui li passiamo tutti (credimi.), ma se hai un sogno, inseguilo, fatti guidare dalla speranza, così poi quando sarai arrivato dove volevi; quando avrai realizzato il tuo sogno, potrai girarti indietro a guardare quelli che ti dicevano che non eri capace; che era un sogno inutile e irraggiungibile, e sfoggiando il tuo sorriso migliore potrai rispondere "Io ce l'ho fatta!".
Non smettete mai di sperare.
Monday, February 6, 2017
Porta-sapone DIY!
Ciao a tutti!!
Il post di oggi è dedicato ad un tutorial DIY che ho visto sul web qualche tempo fa e che mi ha fatto subito venire voglia di provarlo a casa!
Tutti gli amanti dei saponi solidi di Lush ma non solo, avranno sicuramente sperimentato quel bruttissimo momento in cui il nostro amato sapone si spezza e si assottiglia sempre di più, fino a quando diventa pressoché impossibile tenerlo in mano, e soprattutto diventa molto scomodo da riporre tra un utilizzo e l'altro, visto che scivola e sporca ovunque!! Ma ecco che ci viene in aiuto un'idea molto originale a cui non avevo mai pensato: sto parlando di un porta-sapone di spugna!
"Di spugna?!?" starete sicuramente pensando...ebbene si, proprio di spugna e adesso, vi mostro come si fa! ;)
L'occorrente per questo progetto facile e veloce è molto semplice:
1 spugna (grandezza e colore a vostro piacimento)
1 cutter o taglierino
1 paio di forbici (opzionale)
il sapone in questione
Il procedimento è altrettanto semplice, anche se ovviamente quando usate il taglierino state attenti perché vi potreste tagliare.
STEP 2: Il secondo e ultimo step è quello un po' più laborioso naturalmente, anche se a seconda della grandezza della vostra 'forma', dovreste riuscire a finire abbastanza rapidamente! Il concetto è molto semplice ed intuitivo: vanno ritagliati con il taglierino o cutter tutti i lati della forma ottenuta. Una volta fatto questo, dovremo andare a 'scavare' la spugna fino ad ottenere la profondità desiderata. Per fare questo potete continuare ad usare il taglierino (come ho fatto io) oppure aiutarvi con delle forbici affilate. Terminato anche quest'ultimo passaggio, il vostro porta-sapone in spugna è pronto! :-)
Nutmeg^^
Il post di oggi è dedicato ad un tutorial DIY che ho visto sul web qualche tempo fa e che mi ha fatto subito venire voglia di provarlo a casa!
Tutti gli amanti dei saponi solidi di Lush ma non solo, avranno sicuramente sperimentato quel bruttissimo momento in cui il nostro amato sapone si spezza e si assottiglia sempre di più, fino a quando diventa pressoché impossibile tenerlo in mano, e soprattutto diventa molto scomodo da riporre tra un utilizzo e l'altro, visto che scivola e sporca ovunque!! Ma ecco che ci viene in aiuto un'idea molto originale a cui non avevo mai pensato: sto parlando di un porta-sapone di spugna!
"Di spugna?!?" starete sicuramente pensando...ebbene si, proprio di spugna e adesso, vi mostro come si fa! ;)
L'occorrente per questo progetto facile e veloce è molto semplice:
1 spugna (grandezza e colore a vostro piacimento)
1 cutter o taglierino
1 paio di forbici (opzionale)
il sapone in questione
Il procedimento è altrettanto semplice, anche se ovviamente quando usate il taglierino state attenti perché vi potreste tagliare.
STEP 1: Il primo step è molto semplice: non dovete far altro che prendere la vostra spugna e poggiarci sopra il sapone che volete conservare, e tracciarne i bordi con un pennarello. Nel tutorial che avevo visto dicevano di tagliare la spugna in due in orizzontale, ma io ho preferito lasciarla intera, visto che il pezzo di sapone che ci devo mettere è piuttosto grande, ma naturalmente voi potete regolarvi come più preferite!
Oh, e naturalmente, oltre che a fungere da semplice e comodo porta-sapone, questa spugna può anche servire come dosatore di sapone per quando vi lavate sotto la doccia, dal momento che è sufficiente un po' d'acqua per far sì che il sapone si sciolga! Che ne dite? Io lo trovo un DIY super comodo, veloce, pratico e soprattutto molto economico (io la mia spugna l'ho pagata 0.60 €)!
Fatemi sapere se l'avete rifatto anche voi e alla prossima!!! ^__^
Nutmeg^^
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Sunday, January 8, 2017
Reviewing ''SMASH''!
Sulla scia del primo capitolo della nuova rubrica, oggi è la volta di una nuova serie:

Di argomento lontano anni luce dal narcotraffico, Smash è una serie targata NBC a carattere prevalentemente musicale e che pertanto consiglio solo a coloro appassionati del genere! ;)
Articolata in 2 stagioni, la serie ha un bel ritmo e non perde un colpo dall'inizio alla fine, grazie anche a canzoni una più bella dell'altra, eseguite musicalmente e vocalmente alla perfezione. La trama è abbastanza semplice e quasi scontata, visto che è la storia di una talentuosa ragazza acqua e sapone (la bellissima e bravissima Katharine McPhee) con il sogno di debuttare a Broadway, che si ritrova a doversi fare spazio in un mondo dove poche persone sono vere amiche e dove chi ha gli artigli più affilati ha successo. Pur essendo un trama quasi scontata, il finale avrà ben poco di prevedibile, lasciando forse un pizzico di amaro in bocca, ma comunque accontentando (forse) la maggioranza.
Ritroviamo tra i protagonisti la bella e brava Debra Messing (già conosciuta e apprezzata in Will & Grace, nei panni di Julia, scrittrice di testi teatrali insieme al suo partner e amico di una vita Tom (il simpaticissimo e poliedrico Christian Borle, già noto al piccolo schermo per The Good Wife). Personle scoperta è stata però Katharine McPhee (diventata celebre grazie ad American Idol), nelle vesti di Karen, la talentuosa ragazza con il sogno di Broadway che dovrà lottare per farsi posto tra i tanti aspiranti vincitori di un "Tony".
Sua antagonista nella serie è Megan Hilty, che interpreta Ivy Lynn, in grado di far provare al pubblico sentimenti contrastanti di odi et amo dal primo all'ultimo episodio, ma che in fin dei conti si comporta esattamente come qualcuno determinato a fare successo non guardando in faccia nessuno.
Concludo la mia carrellata dei personaggi con l'uomo in grado di farmi venire i brividi anche quando gridava insulti ai ballerini...Jack Davenport, già noto per il suo ruolo di Commodoro ne I Pirati dei Caraibi (ma a mio avviso passato molto inosservato), qui ad interpretare Derek Wills brillante e donnaiolo regista di musical.
Accanto a tutti loro c'è un intero cast di ballerini, cantanti e compositori che hanno contribuito a rendere questa una delle migliori serie del genere che io abbia visto fino ad ora. Ho visto entrambe le stagioni con una facilità e rapidità incredibile, proprio perché avevo sempre voglia di vedere cosa sarebbe successo nel prossimo episodio, e in quello dopo e in quello dopo ancora...Quando sono arrivata all'ultimo episodio della seconda stagione ero triste, perché, pur concludendosi in parte com'era logico che finisse, avrei voluto che continuasse ancora! Ma si sa...tutte le cose belle giungono alla fine...:)
E anche questo secondo capitolo si conclude qui, sperando di avervi fatto venire voglia di dare una chance a questa serie, anche se magari non siete fan di canzoni e balletti ogni tre per due, anche se devo dire che questa serie, a differenza di altre, riesce a bilanciare bene le parti musicali a quelle recitative, riuscendo a far emergere tutte le storie, i sentimenti e gli intrecci che stanno dietro alla base di tutto.
Alla prossima!! ^^

Di argomento lontano anni luce dal narcotraffico, Smash è una serie targata NBC a carattere prevalentemente musicale e che pertanto consiglio solo a coloro appassionati del genere! ;)
Articolata in 2 stagioni, la serie ha un bel ritmo e non perde un colpo dall'inizio alla fine, grazie anche a canzoni una più bella dell'altra, eseguite musicalmente e vocalmente alla perfezione. La trama è abbastanza semplice e quasi scontata, visto che è la storia di una talentuosa ragazza acqua e sapone (la bellissima e bravissima Katharine McPhee) con il sogno di debuttare a Broadway, che si ritrova a doversi fare spazio in un mondo dove poche persone sono vere amiche e dove chi ha gli artigli più affilati ha successo. Pur essendo un trama quasi scontata, il finale avrà ben poco di prevedibile, lasciando forse un pizzico di amaro in bocca, ma comunque accontentando (forse) la maggioranza.
Ritroviamo tra i protagonisti la bella e brava Debra Messing (già conosciuta e apprezzata in Will & Grace, nei panni di Julia, scrittrice di testi teatrali insieme al suo partner e amico di una vita Tom (il simpaticissimo e poliedrico Christian Borle, già noto al piccolo schermo per The Good Wife). Personle scoperta è stata però Katharine McPhee (diventata celebre grazie ad American Idol), nelle vesti di Karen, la talentuosa ragazza con il sogno di Broadway che dovrà lottare per farsi posto tra i tanti aspiranti vincitori di un "Tony".
Sua antagonista nella serie è Megan Hilty, che interpreta Ivy Lynn, in grado di far provare al pubblico sentimenti contrastanti di odi et amo dal primo all'ultimo episodio, ma che in fin dei conti si comporta esattamente come qualcuno determinato a fare successo non guardando in faccia nessuno.
Concludo la mia carrellata dei personaggi con l'uomo in grado di farmi venire i brividi anche quando gridava insulti ai ballerini...Jack Davenport, già noto per il suo ruolo di Commodoro ne I Pirati dei Caraibi (ma a mio avviso passato molto inosservato), qui ad interpretare Derek Wills brillante e donnaiolo regista di musical.
Accanto a tutti loro c'è un intero cast di ballerini, cantanti e compositori che hanno contribuito a rendere questa una delle migliori serie del genere che io abbia visto fino ad ora. Ho visto entrambe le stagioni con una facilità e rapidità incredibile, proprio perché avevo sempre voglia di vedere cosa sarebbe successo nel prossimo episodio, e in quello dopo e in quello dopo ancora...Quando sono arrivata all'ultimo episodio della seconda stagione ero triste, perché, pur concludendosi in parte com'era logico che finisse, avrei voluto che continuasse ancora! Ma si sa...tutte le cose belle giungono alla fine...:)
E anche questo secondo capitolo si conclude qui, sperando di avervi fatto venire voglia di dare una chance a questa serie, anche se magari non siete fan di canzoni e balletti ogni tre per due, anche se devo dire che questa serie, a differenza di altre, riesce a bilanciare bene le parti musicali a quelle recitative, riuscendo a far emergere tutte le storie, i sentimenti e gli intrecci che stanno dietro alla base di tutto.
Alla prossima!! ^^
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Friday, December 30, 2016
Queen of the South: impressioni su una nuova 'drug' tv series!

Ciao a tutti!
In questi giorni di festa e 'domiciliari' forzati un po' per le vacanze e un po' per il tempo che invoglia a far tutto meno che ad uscire di casa, ho pensato di iniziare una nuova rubrica riguardante le serie tv! Per chi non lo sapesse, io sono una vera addicted alle serie tv rigorosamente in lingua originale e senza sottotitoli, sia perché mi aiutano a riempire i tempi morti che ho, e sia perché mi aiutano ad ampliare il mio vocabolario straniero, dal momento che ne guardo veramente tantissime e di diversi generi, in modo da non annoiarmi e da poter spaziare in vari campi, per cui mi sono detta, perché non fare una rubrica dedicata a questa passione? Ed infatti, eccoci qui!
Ho pensato di iniziare con una serie relativamente nuova visto che è uscita in America a giugno, e che ho già completato. Personalmente non sono un'amante di questo genere di serie, con droga, immagini relativamente forti etc, ma quando ho visto il trailer mi ha convinto e poi onestamente, con una locandina così, potevo forse perdermela?!
Come avrete potuto leggere sia dal titolo del post che dall'immagine accanto, sto parlando di Queen of the South, serie firmata USA Network, al momento composta da una sola stagione di 13 episodi di durata standard (42 min), che devo ammettere riescono a mantenere l'attenzione alta, aggiungendo uno dopo l'altro, i piccoli tasselli che compongono la trama.
A livello recitativo ho trovato tutti gli attori calati nei personaggi, anche se Alice Braga mi è sembrata un po' priva di espressività. Ma procediamo per gradi:
TRAMA:
La serie, basata sull'omonimo libro La Reina del Sur di Arturo Pérez Reverte, è ambientata tra Messico e Stati Uniti e vede Teresa Mendoza (interpretata dalla bella Alice Braga), fidanzata di un trafficante di droga messicano ed improvvisamente ucciso, costretta a darsi alla fuga dagli uccisori del suo ragazzo - perché in possesso di un 'libro' molto pericoloso - e intenzionata a vendicarne la morte. Durante la fuga viene "salvata" da Camila Vargas (Veronica Falcón), ex moglie di Don Epifanio Vargas (Joaquim de Almeida) - candidato governatore in Messico e trafficante di droga - nonché trafficante a sua volta in Texas e in competizione con l'ex marito.
In cambio di protezione da Don Epifanio, Teresa si trova costretta a lavorare per Camila, che la affianca a James (l'affascinante Peter Gadiot), suo uomo di fiducia, grazie al quale Teresa entra più da vicino nel mondo del narcotraffico e inizia ad attuare la sua vendetta...
Non mi addentro oltre nella trama perché sennò rischierei di spoilerare qualcosa, ma potete starne certi, il finale riserverà un grande colpo di scena!
COSA NE PENSO:
Complessivamente è una serie che mi è piaciuta, anche se non si è conclusa come pensavo, ma forse per questo dovrò aspettare la seconda stagione...Mi è piaciuto soprattutto il fatto che a prescindere dal tema centrale attorno a cui ruota l'intera storia - la droga - siano stati sapientemente inseriti e amalgamati altri temi quali la corruzione (Don Epifanio in primis), l'amicizia (tra Teresa e Brenda, ma non solo), la vendetta (per i torti subiti e per l'omicidio di Guero)...
A chi la consiglio? A chi è alla ricerca di una serie leggermente diversa e non si spaventa di fronte alle onnipresenti sparatorie, ma anche a chi vuole capirne un po' di più sul mondo della droga senza esagerare.
In attesa della seconda stagione vi lascio, buona visione e alla prossima serie! :)
Nutmeg ^^
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Wednesday, December 28, 2016
Bye bye 2016...
E rieccomi qui, quasi alla fine di questo ennesimo anno, con un nuovo post per fare un bilancio di come ho vissuto io il 2016.
Questo è stato - per molti aspetti - un anno strano, con tanti alti e bassi; momenti di soddisfazione e momenti di sconforto, ma ad oggi mi sento di poterlo definire un anno di ''pulizia''. Pulizia di tutte quelle persone che mi facevano male e mi tenevano ancorata a sensazioni che volevo cancellare; pulizia di oggetti e vestiti che erano rimasti per anni chiusi in armadi e cassetti ad occupare spazio ''nel caso in cui...''. Mai come questa volta ho provato tanta soddisfazione nel liberare ripiani fisici e immaginari in cui si accumulavano oggetti e persone! So che posso sembrare quasi insensibile, ma mi ero stancata di tenere in stand-by questo aspetto della mia vita, e aver preso la decisione di 'agire' mi ha fatto veramente bene: mi sento più libera, senza sensi di colpa e con la coscienza pulita, pronta (si fa per dire!) ad andare avanti e vedere cosa mi riserva il futuro!
Ok, ammetto di non credere molto in quest'ultima frase, specie dopo le ennesime delusioni proprio in questo periodo che dovrebbe essere di festa, però devo per forza pensare che ci sia almeno una briciola di qualcosa di positivo in serbo anche per me, altrimenti è finita... Che poi vogliamo veramente parlare di ''meritocrazia''?? Allora spiegatemi com'è possibile che chi è sempre nel giusto, chi si comporta bene nei confronti degli altri, chi non ruba e in generale è una brava persona non fa altro che ricevere pugnalate e delusioni una dietro l'altra, mentre chi è l'esatto contrario ha sempre la strada spianata e ha più di quanto si meriterebbe?! Chissà se prima o poi qualcuno mi saprà dare una risposta...
Cosa mi aspetto dal 2017? Ho smesso di aspettarmi qualcosa taanto tempo fa, perché mi sono resa conto che tutte le speranze e aspettative che potevo avere non sono mai state ascoltate, e la delusione era ogni volta sempre più forte, per cui ho smesso di aspettare un qualcosa che non arriva mai. Pensavo di poter dire che quest'anno mi avesse portato almeno un pizzico di gioia, ma proprio quando stavo iniziando a prenderne coscienza mi è stata tolta di nuovo, quindi niente, inizierò il nuovo anno ancora una volta amareggiata e senza speranze, che tanto ''chi di speranza vive, disperato muore...''
L'unica cosa che mi auguro di poter continuare ad avere è la salute, che oggi purtroppo è un privilegio che sempre meno persone hanno, e per il quale non posso che dire Grazie!
Spero che il 2017 porti un po' di tranquillità e pace nel mondo, che per quanto frase scontata è quello di cui ora come non mai il mondo ha bisogno! Auguro la felicità alle persone che sono state e sono importanti per me, anche se tale felicità non mi comprende...E per me? Per me spero di riuscire a perdere un po' il difetto di pensare tanto, che alla lunga serve solo per farmi stare male!
Spero che il vostro anno nuovo sia migliore del mio, e vi mando un grande abbraccio! :)
Nutmeg^^
Questo è stato - per molti aspetti - un anno strano, con tanti alti e bassi; momenti di soddisfazione e momenti di sconforto, ma ad oggi mi sento di poterlo definire un anno di ''pulizia''. Pulizia di tutte quelle persone che mi facevano male e mi tenevano ancorata a sensazioni che volevo cancellare; pulizia di oggetti e vestiti che erano rimasti per anni chiusi in armadi e cassetti ad occupare spazio ''nel caso in cui...''. Mai come questa volta ho provato tanta soddisfazione nel liberare ripiani fisici e immaginari in cui si accumulavano oggetti e persone! So che posso sembrare quasi insensibile, ma mi ero stancata di tenere in stand-by questo aspetto della mia vita, e aver preso la decisione di 'agire' mi ha fatto veramente bene: mi sento più libera, senza sensi di colpa e con la coscienza pulita, pronta (si fa per dire!) ad andare avanti e vedere cosa mi riserva il futuro!
Ok, ammetto di non credere molto in quest'ultima frase, specie dopo le ennesime delusioni proprio in questo periodo che dovrebbe essere di festa, però devo per forza pensare che ci sia almeno una briciola di qualcosa di positivo in serbo anche per me, altrimenti è finita... Che poi vogliamo veramente parlare di ''meritocrazia''?? Allora spiegatemi com'è possibile che chi è sempre nel giusto, chi si comporta bene nei confronti degli altri, chi non ruba e in generale è una brava persona non fa altro che ricevere pugnalate e delusioni una dietro l'altra, mentre chi è l'esatto contrario ha sempre la strada spianata e ha più di quanto si meriterebbe?! Chissà se prima o poi qualcuno mi saprà dare una risposta...
Cosa mi aspetto dal 2017? Ho smesso di aspettarmi qualcosa taanto tempo fa, perché mi sono resa conto che tutte le speranze e aspettative che potevo avere non sono mai state ascoltate, e la delusione era ogni volta sempre più forte, per cui ho smesso di aspettare un qualcosa che non arriva mai. Pensavo di poter dire che quest'anno mi avesse portato almeno un pizzico di gioia, ma proprio quando stavo iniziando a prenderne coscienza mi è stata tolta di nuovo, quindi niente, inizierò il nuovo anno ancora una volta amareggiata e senza speranze, che tanto ''chi di speranza vive, disperato muore...''
L'unica cosa che mi auguro di poter continuare ad avere è la salute, che oggi purtroppo è un privilegio che sempre meno persone hanno, e per il quale non posso che dire Grazie!
Spero che il 2017 porti un po' di tranquillità e pace nel mondo, che per quanto frase scontata è quello di cui ora come non mai il mondo ha bisogno! Auguro la felicità alle persone che sono state e sono importanti per me, anche se tale felicità non mi comprende...E per me? Per me spero di riuscire a perdere un po' il difetto di pensare tanto, che alla lunga serve solo per farmi stare male!
Spero che il vostro anno nuovo sia migliore del mio, e vi mando un grande abbraccio! :)
Nutmeg^^
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